{"id":208,"date":"2017-04-05T15:01:20","date_gmt":"2017-04-05T15:01:20","guid":{"rendered":"http:\/\/gaborlaczko.com\/it\/?p=208"},"modified":"2022-06-12T09:48:17","modified_gmt":"2022-06-12T09:48:17","slug":"la-presunzione-del-missionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gaborlaczko.com\/it\/la-presunzione-del-missionario\/","title":{"rendered":"La presunzione del missionario"},"content":{"rendered":"<p>La violenza generata da convinzioni religiosi di cui siamo testimoni tutti i giorni non \u00e9 nuova nella convivenza umana. A chi piace frugare nei libri di storia arriver\u00e0 presto a trovare degli esempi. Un elemento nuovo mi sembra l\u2019intensit\u00e0, la frequenza e l\u2019ingiustificata naturalezza con la quale essa viene esercitata. Il \u201ediritto\u201c di questo atteggiamento viene corroborato dall\u2019arroganza che vuol imporre la propria convinzione a tutti gli uomini. Cos\u00ec praticare la violenza viene sancito come mandato, come obbligo, come missione. Il missionario ha i connotati dell\u2019araldo di \u201evalori superiori\u201c. Nella mia giovent\u00f9 la mia mentalit\u00e0 plasmata di un\u2019educazione cattolica i missionari rappresentavano per me dei mediatori utili. In fin dei conti essi hanno condotto gli ignoranti alla verit\u00e0. Non mi sono tuttavia reso conto che la risposta alla domanda di Pontius Pilatus a Ges\u00f9 di Nazareth \u201eche cosa \u00e9 la verit\u00e0?\u201c non fu mai data. Per me la verit\u00e0 era semplicemente la \u201emia\u201c verit\u00e0, fondata sulle parole di mia madre e confermata dai preti. Era quindi perfettamente logico che esistevano delle persone che si sono consacrate alla diffusione della verit\u00e0. Ma la mia \u201everit\u00e0\u201c si \u00e9 sbiadita col tempo quando fu sottoposta all\u2019esame di un ragionamento indipendente. Cos\u00ec a un certo momento la mia \u201everit\u00e0\u201c non era pi\u00f9 vera. Il suo posto fu occupato da qualcos&#8217;altro. Ho sentito la tentazione di lanciarmi nell\u2019opera missionaria contro la \u00a0&#8220;verit\u00e0&#8221; smascherata. Ma quale era la differenza tra la nuova e la vecchia verit\u00e0? Si trattava in fin dei conti sempre della &#8220;mia&#8221; verit\u00e0. Soggettiva e relativa come quella precedente. Si capisce: l&#8217;attivit\u00e0 missionaria si mette in dubbio a traverso del proprio soggetto. Nondimeno sentiamo l\u2019impulso di inculcare la nostra convinzione agli altri. Che fare, quindi? Esibire! Presentare i pensieri, manifestarli per un confronto, spiegarli. Mettere in scena una sfilata delle visioni, come in occasione di una sfilata di moda e lasciar scegliere il pubblico, quello che gli piace. Mi chiedo se in queste occasioni \u00e9 lecito di usare forme offensive, ridicolizzare quelli, che la pensano diversamente, offenderli con blasfemia? Se accettiamo che si usino gli stessi metodi verso di noi, perch\u00e9 no? Non fare agli altri, che non ammetti per te. Le regole di una lotta devono essere identiche per i combattenti. Solo dei pervertiti come Nerone, che negli incontri di esibizione ha armato i gladiatori con spade di legno, mentre lui combatteva con armi vere, difendono la censura. Non importa che siano sitemi politici totalitari, l\u2019inquisizione della chiesa cattolica, i fanatici dell\u2019islam o altri integralisti ad usarla, la lotta impari come la censura \u00e9 sempre un elemento di ostinazione, intolleranza, prepotenza e debolezza delle proprie idee. \u00c9 l\u2019anticamera dei roghi e dei massacri terroristici per sanzionare innocue caricature. Perch\u00e9 diffondiamo le nostre idee, se l\u2019attivit\u00e0 missionaria \u00e9 fuori luogo? Durante i miei studi le dottrine ci vennero presentate sotto forme di \u201etesi\u201c. Al termine delle spiegazioni ci furono illustrate anche gli argomenti degli avversari, ma in una maniera, che faceva capire a priori che questi pensieri ridicoli erano da considerarsi errati. Durante i semestri si organizzavano manifestazione chiamati \u201edisputationes\u201c. Ad uno degli studenti venne assegnato il nobile compito di difendere una tesi scelta dal professore. Un avversario interpretava il ruolo dell\u2019avvocato del diavolo, rappresentava quindi l\u2019oppositore intellettuale. La vittoria era predeterminata: il vero e l\u2019incontestabile hanno sempre avuto il sopravvento. Anche la pi\u00f9 brillante posizione avversaria prendeva la piega del ridicolo. Questo atteggiamento mi sembra esemplare per la maggior parte dei casi di valutazione delle idee estranee al nostro proprio pensiero. La nostra scelta dei libri, giornali, conferenze, trasmissioni televisive e molto altro si orienta ad una preselezione; cerchiamo di rafforzare le nostre convinzioni. E se eccezionalmente consultiamo delle fonti con diverse visioni delle nostre, lo facciamo con la celata intenzione di scoprire gli errori, le lacune e le imperfezioni in esse. Basti seguire molte discussioni televisive. Ognuno dei partecipanti recita meccanicamente la sua posizione preparata, uno scambio di idee non ha luogo. Gli argomenti degli altri non riscuotono pi\u00f9 interesse che il selfie di una sconosciuta nel treno con il suo cane morto Gypsi.<br \/>\nTutti i fanatici giudicano la loro \u201everit\u00e0\u201c come unica e esclusiva. Extra ecclesiam nulla salus. Bin Laden ha difeso la stessa posizione quando giustificava i suoi atti violenti sostenendo, che il terrorismo era necessario per difendere i valori che gli ha dato Dio. Testualmente le stesse parole furono usate da George W. Bush quando ha dichiarato di invadere l\u2019Afganistan. \u00c9 cosa sciocca che questi Dei non riescono mettersi d\u2019accordo sui valori identici. Quanto spargimento di sangue potrebbe essere evitato!<br \/>\nPi\u00f9 i fondamenti delle credenze sono dogmatici, pi\u00f9 ostinati si dimostrano le anime. I dogma sono declamatori, si basano su presunzione autoritaria e non si fanno verificare, vanno quindi difesi con caparbiet\u00e0. I cardinali si rifiutano di guardare nel telescopio di Galileo Galilei, perch\u00e9 l\u2019evidenza non deve minacciare il dogma. Il mondo esalta il papa buono Francesco, perch\u00e9 porta un nuovo vento nella chiesa. Rimane tuttavia inutile e ingannatore se questo vento continua soffiare nelle rovine crollate di un impalcatura di fede dogmatica. Gli islamisti integralisti predicano con bombe, kalashnikov e mezzi cingolati. Voglio ricordare una sentenza di Johann Gottfried Herder, non come prova d\u2019autorit\u00e0 ma come indicazione per una percezione storica: Maometto attacca tutti che non si convertono alla sua dottrina e minaccia a loro delle punizioni dure. Purtroppo i suoi seguaci hanno seguito anche in questo punto il cristianesimo, il quale ha imposto a popoli stranieri, come prima religione, la propria fede come condizione per la beatitudine. L\u2019arabo tuttavia non ha convertito con contrabbando, donne e monaci ma, come convenne all\u2019uomo del deserto, con la spada nella mano e con la voce esigente \u201etributo o fede!\u201c<br \/>\nIl missionario si attiva in nome della verit\u00e0, di una verit\u00e0 assoluta. Non voglio tentare di catturare il fata morgana \u201everit\u00e0\u201c. Durante i millenni un numero incalcolabile di filosofi si sono rotti la testa per compiere l\u2019impossibile, accaniti, perseveranti, acciecati e senza risultato. Quasi tutti erano convinti di averla trovata contrariamente ai colleghi. Quando questa illusione si \u00e9 annidato nelle testa di teologi, preti e altri messaggeri di fede, il diritto di esistenza della verit\u00e0 fu dedotto da una paternit\u00e0 superiore con tutte le conseguenze nefaste che conosciamo dal passato e del presente. Ma visto che tutte le \u201everit\u00e0\u201c si dimostrano inaffidabili, indefinite e indeterminate, il fondamento stesso sul quale si basano non regge. Emanuel Kant lo diceva con chiarezza, le neuroscienze hanno evidenziato che la ingenuit\u00e0 gnoseologica di una percezione \u201ereale\u201c del mondo esterno non \u00e9 altro che una visione arcaica. L\u2019aiuto di uno spirito superiore sarebbe estremamente utile a dirittura necessario nell\u2019interpretazione dei fenomeni con i quali siamo confrontati, ma in considerazione del fatto che la \u201erivelazione\u201c di questo o di tanti altri simili spiriti, li chiamiamo Dei, come dimostrano le prove non \u00e9 altro che una costruzione del nostro cervello, questo desiderio \u00e9 paragonabile al cane che si morde la coda. L\u2019imposizione di idee, sopratutto con violenza, \u00e9 quindi abietta. C\u2019\u00e9 da chiedersi, se tutte le forme di influenza cadono sotto questo verdetto. Anche l\u2019insegnamento e l\u2019educazione sarebbero quindi illeciti? Non confondiamo la mediazione del sapere con quella della fede!<br \/>\nMerita un approfondimento la domanda, perch\u00e9 gli uomini vogliono che altri credano la stessa cosa come loro. Perch\u00e9 l\u2019uomo sente la vocazione di agire come missionario? Trascuriamo l\u2019argomento della diffusione della verit\u00e0, perch\u00e9, come ho cercato di evidenziare, la verit\u00e0 sembra essere introvabile. La spinta della missione sorge dal sentimento di insicurezza della fede. Il missionario cerca il rafforzamento, la conferma della sua propria fede. Lui subisce l\u2019effetto della divisa. Una divisa caccia via la solitudine. La sensazione del \u201enoi\u201c trasporta l\u2019individuo in una strutture superiore dove respira l\u2019aria di un\u2019oggettivit\u00e0 illusoria. Non solo il corpo, ma anche lo spirito indossa delle divise. Tutti quelli, che portano la mia divisa, sono come me, sono della stessa famiglia, lottano sulla stessa linea di combattimento. Fra di loro mi sento al sicuro. Uno vuole quindi che gli altri confessino la sua fede per rinforzare la sua convinzione minacciata di dubbi. Poich\u00e9 se sono molti a credere una cosa, essa deve essere vera, si \u00e9 tentato a concludere. Si fa riferimento a prove di autorit\u00e0. Si declama citazioni di personaggi noti come se questi fossero irrefutabili.<br \/>\nTuttavia i valori divergono secondo la cultura, l\u2019educazione ricevuta, le leggi delle societ\u00e0. Nondimeno gli integralisti di tutte le razze respingono un pluralismo delle vedute. E si lanciano con armi diversi nelle missioni.<br \/>\nLa nostra impotenza di fronte a questa presunzione trova una risposta unicamente nella compassione delle vittime e dei perpetratori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La violenza generata da convinzioni religiosi di cui siamo testimoni tutti i giorni non \u00e9 nuova nella convivenza umana. A chi piace frugare nei libri di storia arriver\u00e0 presto a trovare degli esempi. 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